Un'obiezione segnala il rischio che una proposta danneggi la capacità del cerchio di lavorare verso il proprio scopo. Significa che la proposta non è sufficientemente buona o sufficientemente sicura, e che si colloca fuori dalla sfera di tolleranza di una componente del cerchio, perché può ostacolare il lavoro del cerchio o distogliere da esso.
Le obiezioni sono preziose: mettono in luce le discrepanze tra la nuova proposta, lo scopo del cerchio e le politiche già in vigore. Aiutano il gruppo a concentrarsi su ciò che richiede attenzione.
Un'obiezione non è un ostacolo: è un inizio.
Cosa costituisce un'obiezione
Un'obiezione è una preoccupazione argomentata: l'approvazione e l'attuazione della proposta inciderebbero negativamente sul modo in cui il cerchio realizza il proprio scopo. Non si fonda sulle preferenze personali, ma sullo scopo del cerchio e sulle politiche esistenti, comprese la visione e la missione dell'organizzazione.
Un'obiezione riguarda la preoccupazione, non la soluzione. Non è un'obiezione valida dire: «Obietto che sia XX a facilitare, perché preferirei YY in quel ruolo». La domanda non è «chi voglio in quel ruolo?», ma «se questa persona ricopre il ruolo, la cosa incide negativamente sul mio lavoro?».
Più un'obiezione è spiegata bene, più è facile per il cerchio comprenderla e assumersi la responsabilità collettiva di risolverla.
Le fasi dell'integrazione
L'integrazione di un'obiezione segue la stessa sequenza del processo decisionale: comprendere, esplorare, decidere.
Comprendere l'obiezione. La facilitatrice conduce un giro di domande di chiarimento, perché tutte comprendano l'obiezione. Qualcuno può riformulare ciò che ha ascoltato e restituirlo a chi ha obiettato, per verificare di aver capito. Se le obiezioni sono più di una, la facilitatrice decide se affrontarle una alla volta o tutte insieme.
Esplorare idee di emendamento. La facilitatrice conduce un giro di reazioni rapide in cui le componenti del cerchio condividono idee su come integrare l'obiezione.
Formulare la nuova proposta. La facilitatrice, o una persona incaricata dal cerchio, sintetizza le idee di emendamento in una proposta modificata.
Decidere per assenso. La facilitatrice enuncia la proposta modificata e conduce un nuovo giro di assenso. Se emergono altre obiezioni, il processo di integrazione ricomincia.
Tre modi per integrare un'obiezione
I tre metodi sono standard e si possono combinare.
Modificare la proposta. Si può cambiare qualunque elemento della proposta. Le revisioni possibili sono innumerevoli e dipendono dal contesto. Per esempio, se l'obiezione riguarda la poca esperienza di una candidata per un ruolo, la proposta può essere modificata prevedendo per lei una formazione aggiuntiva.
Misurare la preoccupazione. Il cerchio può approvare la proposta e insieme predisporre un modo per monitorare gli effetti della politica. Per esempio, se l'obiezione è che un progetto richiederebbe troppo tempo, si tiene traccia del carico di lavoro aggiuntivo e si definisce la soglia oltre la quale la decisione viene rivista.
Accorciare la durata. Si riduce la durata della politica, anticipandone la data di revisione, così che possa essere attuata e valutata prima. Per esempio, il cerchio può dare l'assenso a provare la proposta per tre mesi e poi valutare se proseguire.
Scuola di sociocrazia